SEGUICI
EditRegionSitiAmici

 

Storia del Castello - Castrum Abatis

panorama castello

 

Il nome di Castrum Abbatis - Castello dell’Abate - è legato alla costruzione del castello, iniziata dall’abate Costabile Gentilcore nel 1123.

La Storia

 
• 1123, il 10 ottobre inizia la costruzione del castello su iniziativa di Costabile Gentilcore, quarto abate della Badia di Cava dei Tirreni; il borgo si sviluppa intorno ad esso. In precedenza queste terre avevano visto la presenza di longobardi e normanni, nonché quella dei monaci basiliani profughi dell’oriente. I longobardi, devoti di San Michele Arcangelo dopo la conversione al cristianesimo, diedero nome al colle su cui poi sarebbe sorto il castello. Sotto i normanni, furono i monaci benedettini di Cava dei Tirreni a bonificare le terre, tanto da meritarsi il privilegio di costruire una fortezza per difendere la popolazione dai saraceni, che partivano dall’attuale Agropoli, dove si erano insediati, per le loro scorribande.
• 1138, il Beato Simeone, quinto abate della Badia di Cava dei Tirreni, completata la fortezza dopo la morte, nel 1124, di Costabile Gentilcore, e costruito il porto per sviluppare i commerci, dona ai sudditi un diploma di privilegi larghissimi: concede loro le case e le terre e riduce le tasse. Grazie al castello che diventa sicuro rifugio per gli abitanti della zona e allo sviluppo dei traffici e dei commerci, Castellabate diventa nel tempo la più ricca baronia del Cilento.
• 1835, l’antico palazzo baronale è venduto a un privato: termina così, dopo settecento anni, la presenza dei benedettini al castello.
• 1848, zona di attività carbonara, dal Cilento e anche da Castellabate partono i moti risorgimentali del 1848.

Approfondimento:

Anche se Omero accenna per primo alle coste dell'odierna Castellabate, la storia di questo territorio è legata soprattutto a san Costabile Gentilcore, IV abate della Ss.ma Trinità di Cava de' Tirreni. Nel medesimo anno in cui fu elevato alla dignità di abate, egli avviò i lavori di costruzione del Castello dell’Angelo (10 ottobre 1123), che, successivamente intitolato proprio a lui, diede origine al nome del borgo: Castrum Abbatis, lo castello de lo abbate, castello dell’abbate, Castellabate.
L’abbaziato di Costabile durò poco. Si spense, infatti, il 17 febbraio 1124. Il successore, l'abate Simeone, completò la costruzione del maniero e aiutò sempre la popolazione. Col passare del tempo, Castellabate divenne la più importante baronia del Cilento.
Ma procediamo celermente, fino a giungere al 1800, con questa pagina tratta da un volume dello storico Pietro Ebner. “Nel 1553 la regia corte vendette Castellabate al noto giurista Marino Freccia, il quale anni dopo vendette i beni acquistati a Carlo Caracciolo. Castello e casale passarono poi alla famiglia Loffredo e da questa ai Filomarino dei conti della Rocca d’Aspide). Nel 1619 fu chiesto l’assenso alla vendita dell’erbaggio con la fida in tutto il territorio del castello dell’Abbate fatta da Francesco Matarazzo, figlio ed erede di Alessandro e Tommaso Filomarino della Rocca. Il feudo passò poi alla famiglia Acquaviva dei conti di Conversano. … Successivamente… passò alla famiglia Granito che nel ‘700 lo possedeva con titolo di marchese, ottenuto il 29 novembre 1745. Il feudo, con la portolania di Omignano e altre giurisdizioni sulle terre di Rocca di Cilento, Montecorice, S. Maria a Mare, Rutino e S. Lorenzo passò poi per successione (20 luglio 1767) di Paride, al figlio Angelo e da questo al figlio Luigi… torre perrotti

Non avendo avuto discendenti il titolo passò al secondogenito del fratello Gioacchino… e quindi al figlio di quest’ultimo, Angelo (n. 21 ottobre 1782 m. 29 giugno 1861). Quest’ultimo sposò la nobile Paolina Pignatelli, principessa di Belmonte, …dalla quale ebbe Gioacchino (2 novembre 1849) che con lettere Patenti 3 aprile 1887 ottenne di assumere… i titoli di principe di Belmonte…”. [...]
Lentamente, in seguito al riconquistato rapporto col mare, molti abitanti di Castellabate si diedero alla pesca. Un po’ alla volta l’economia del luogo, a prevalenza agricola, andò trasformandosi: verso la fine del XIX secolo, alla pesca – ormai divenuta una delle principali fonti di reddito – si affiancarono altre attività. “Il riferimento scontato va necessariamente al terziario, il quale portò nelle marine di Castellabate la nascita della cantieristica navale… e, non per ultima, quella della conservazione e diffusione nel mercato nazionale del pesce insaccato e sottosale”.